Badia a Passignano: Il monastero di Badia a Passignano già esistente alla fine del secolo X, nel 1050 fu affidato a S. Giovanni Gualberto (+ 1073) perché vi ripristinasse la vita monastica secondo la Regola di San Benedetto, sintetizzata nel motto "Ora et labora": preghiera e lavoro.
Parte del complesso monumentale è stato costruito nel secolo XIII in stile romanico: facciata della Chiesa, Cripta, Campanile; gran parte del monastero, invece, fu ristrutturato in stile rinascimentale nel secolo XV.
Molto importante e significativo è l’affresco nel Refettorio Monastico che rappresenta l’Ultima Cena di Domenico Ghirlandaio che realizzò nel 1476, il Chiostro interno nel 1455: questo è stato il periodo più fulgido del monastero sotto la guida dell’Abate Francesco Altoviti e Isidoro del Sera.
Per le vicende a tutti note, i monaci furono espulsi dal monastero il 10 ottobre 1810 con la prima soppressione napoleonica, che però riacquistarono nel 1818, insediandovi una piccola Comunità. A pochi anni di distanza, nel 1866, vi fu la soppressione voluta dal Governo Italiano e la Badia fu venduta all’asta. Anche in questo periodo di allontanamento dei monaci dal monastero, 2 o 3 monaci sono rimasti sempre a custodire le spoglie mortali del loro fondatore S. Giovanni Gualberto. Solo nel 1986, il 10 ottobre, i monaci sono potuti rientrare nel monastero e ripristinare la vita monastica con una piccola comunità.
In questi ultimi anni, sono stati fatti vari interventi nelle opere murarie: revisione di gran parte di tetti, risistemazione dell’ex-infermeria, nei locali dell’ex-fattoria è stata aperta una piccola casa di spiritualità.